BusinessRussia.it

Il motivo per cui sono importanti le collaborazioni commerciali tra i due paesi è presto detto.

Nell’attuale situazione di crisi economica e finanziaria, l’internazionalizzazione diventa un’esigenza per molte aziende italiane. Le economie in crescita – come quella della Federazione Russa (unico paese ad essere contemporaneamente tra i G8, i G20 e nei BRIC) – offrono grandi margini di sviluppo e interessanti opportunità.

Dopo la crisi finanziaria globale del biennio 2008-2009, che ha messo in evidenza la fragilità del sistema Russia basato in larga parte sull’esportazione delle materie prime e troppo legato al prezzo degli idrocarburi, il Governo russo ha messo in atto una strategia per la modernizzazione del sistema industriale, produttivo ed infrastrutturale, impegnandosi a fondo anche per la diversificazione dell’economia. Questo impegno ha dato frutti tangibili. Secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale la Russia ha sorpassato tutti i paesi dell’Unione Europea, Germania compresa, passando dal nono all’ottavo posto per PIL nominale; all’inizio del luglio 2013 la Banca Mondiale ha inserito la Russia nel gruppo dei paesi ad alto reddito pro-capite. Sono stati favoriti gli investimenti stranieri, riformata la legislazione e semplificate le procedure, per soddisfare la domanda interna in continua crescita. L’ingresso della Russia nel WTO nell’agosto 2012 ha ulteriormente favorito questa tendenza.

Non è una novità che il sistema produttivo italiano abbia molto da offrire alla Russia. E’ risaputo che oltre alle tre “F” Food, Fashion, Furniture, l’Italia è leader in alcuni settori merceologici (ad esempio i le attrezzature per la trasformazione alimentare, le macchine per imballaggio, e altre ancora) ed è uno dei principali partner commerciali della Federazione Russia, in Europa seconda solo alla Germania. Nella percezione comune  i prodotti italiani sono sinonimo di qualità ed i dati confermano una naturale preferenza dei russi verso le nostre produzioni.  Naturalmente la Federazione Russa e l’Italia presentano una forte complementarietà: noi acquistiamo le materie prime, loro acquistano da noi manufatti che non vengono prodotti in Russia o che vengono prodotti con qualità inferiore. Grandi gruppi italiani hanno realizzato investimenti cospicui nella Federazione Russa, ma anche per le piccole e medie imprese – eccellenza e peculiarità del tessuto economico italiano – il mercato russo offre opportunità molto ricche.

Fin qua, nulla di nuovo. Questi dati sono noti e oggetto di numerosi articoli, convegni e seminari.

Ora, immaginate un imprenditore che ha un’azienda familiare di medie dimensioni  operante da sempre sul mercato italiano che vista la crisi, il calo della domanda interna e le difficoltà nelle esportazioni, voglia approcciarsi al mercato russo.  Gli imprenditori sono persone pratiche, concrete, che vogliono sapere qual è il prossimo passo. Ovviamente gli approcci differiscono notevolmente a seconda degli obiettivi che l’imprenditore si pone; diverso è commercializzare un prodotto, altra cosa è spostare l’insediamento produttivo all’estero.

Le domande che un imprenditore si porrà possono essere tante: Quali sono i tipi di società esistenti in Russia? Ci sono limitazioni alla nazionalità dei soci? Se non vado d’accordo con il mio partner commerciale, come faccio a tutelare i miei interessi? Quale sarebbe la giurisdizione competente? Posso fare eseguire una sentenza? E la tassazione? Qual è la differenza tra un ufficio di rappresentanza e una filiale?

Queste e molte altre sono le domande a cui questo blog intende rispondere perché è importante per il piccolo e medio imprenditore comprendere appieno, al di là delle facili rappresentazioni propagandistiche, quali sono i passi concreti da intraprendere per approcciare il mercato russo, quali sono le difficoltà e i tempi, per affrontare l’internazionalizzazione.